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PRIMA DELL’ INIZIO

Incontriamo Maria Bonacina e Gianni Taroni: gli inizi, la fondazione della TAROX e la vittoria in Formula 1.

I freni sono stati il suo pallino da sempre. Già da ragazzo, nella sua prima officina, aveva messo a punto (…) un sistema artigianale con compressore sul tipo di quanto avviene oggi con l’ ABS. Le sue esperienze hanno consentito a Didier Pironi di conquistare addirittura la vittoria in Belgio nel 1980.

Questa breve nota biografica, presa dal numero speciale di Autocapital del Gennaio 1990, descrive molto bene lo spirito di Gianni Taroni,(1936-2012), fondatore della TAROX insieme con sua moglie, Maria Bonacina.

Pilota eclettico e capace di pensare fuori dagli schemi, Taroni cominciò a lavorare sulla revisione dei servofreni inseme a sua moglie Maria. La partnership tra i due era ben assortita: Gianni estroverso e vulcanico era il punto di riferimento esterno e la forza creativa dell’ azienda, sua moglie – donna acuta, dall’ intelligenza vivace e con un talento naturale per l’ ingegneria   – agiva da coscienza critica ed esercitava il ruolo di avvocato del diavolo di ciascun progetto nuovo.

Il talento di Gianni al volante lo portò a intraprendere una carriera parallela come pilota da corsa e di prove su strada. Agli inizi degli anni ’70 l’incontro con il pilota di F.1 Giancarlo Baghetti che gli insegnò i molti segreti della guida sportiva e che, a fino alla metà del decennio divide con lui molti raid: dalla Terra del Fuoco all’ Alaska, da Capo Nord a Capo Sud, da Milano a Calcutta, raccontando ai lettori del settimanale ‘Oggi’ le impressioni di guida delle automobili di quel periodo nelle condizioni ambientali più disagevoli.

Nel 1976 la fondazione della Taroni & C, il marchio aziendale arrivò pochi anni dopo quando fu creato un innovativo pistone anti calore capace di impedire la trasmissione del calore attraverso la pinza freno. Il materiale termoisolante era l’ ossido di allumina, che unito al cognome di Gianni dette TAROX come risultato.

Nel 1980 Gianni Taroni ha la possibilità di mettersi in luce nella prestigiosa cornice della Formula 1.

Eravamo a Zolder – ricorda – un circuito che mette i freni a dura prova e il pilota della Ligier, Didier Pironi,decise di provare sulle pinze freno i miei speciali pistoncini anti calore.

La fiducia del pilota francese viene ricompensata con una sorprendente vittoria e a partire dalla corsa successiva tutte le squadre di punta di allora (Williams, McLaren, Alfa Romeo, Renault, Lotus, March) chiedono la stessa modifica sulle rispettive pinze freno.

E’ un periodo esaltante che culmina nel 1982 con la vittoria di Rosberg del campionato mondiale conduttori di F.1 alla guida di una Williams equipaggiata TAROX.

LA CREAZIONE DI UN MERCATO NUOVO

I primi dischi “sportivi”, le pinze freno, un nuovo stabilimento.

Nel Marzo 1983 fu lanciato sul mercato il primo disco rigato, il C83 . A quel tempo dischi lavorati sulla pista frenante erano appannaggio delle vetture da competizione e TAROX fu la prima azienda a sdoganare i dischi “sportivi” – così definiti proprio per la loro derivazione dalle competizioni – ed a proporli per le automobili di tutti i giorni: per un’ intera generazione di appassionati si aprivano nuovi possibilità di elaborazioni, un nuovo mercato era stato creato.

Il concetto di disco sportivo fu allargato ulteriormente nel 1988, quando venne lanciato il modello G88. Caratterizzato da 40 righe, l’originalità del disegno richiese la costruzione all’interno della TAROX dei macchinari per produrlo, macchinari a oggi ancora in funzione e custoditi in un’ area con accesso limitato. Nello stesso anno a fronte della forte domanda da parte del mercato Giapponese venne progettato e messo in commercio il modello Sport Japan, disco ad alte prestazioni rigato e forato . Nello stesso anno Valeria, figlia unica di Maria e Gianni, entrò in azienda.

I risultati erano incoraggianti ma all’ interno dell’ azienda si sentiva la necessità di un ulteriore salto di qualità: si decise di investire tecnologia, nella sede di Galbiate apparvero i centri di lavoro necessari per affrontare la prossima sfida: una pinza freno TAROX.

Presentata nel 1992 con la sigla N6, questa pinza era caratterizzata da da un’ architettura a 6 pistoni, cosa inaudita a quei tempi : la macchina di punta di allora era la Lancia Delta Evoluzione che aveva un impianto frenante con una pinza a 4 pistoni. Alle critiche che 6 pompanti erano ” troppi” Gianni rispondeva che la soluzione multi pistoni permetteva una maggiore modulabilità del pedale in modo da calibrare al millimetro l’ intensità della frenata.

Un’ altra importante intuizione di Gianni Taroni fu che le pinze freno maggiorate da sole non bastavano a creare un mercato a meno che non le si integrasse in un pacchetto che comprendesse anche dischi e pastiglie di maggiori dimensioni, tubi e staffe di adattamento così da poter essere montate sulla vettura di destinazione senza nessuna modifica della sospensione. Se a metà del ’92 fu la BMW M3 a beneficiare per prima di un impianto frenante maggiorato ingegnerizzato ad hoc, in pochi mesi si svilupparono kit maggiorati per tutti i modelli più performanti del tempo: dalla Lancia Delta Integrale allo VW Golf GTI passando per Ford Escort e Sierra Cosworth e Subaru Impreza.

Fu un successo pressoché istantaneo a cui contribuirono alcuni fattori importanti: in primo luogo la compatttezza della pinza N6 consentiva di installare un kit maggiorato anche su ruote da15″ e in Italia allora come oggi non era consentito incrementare le dimensioni delle ruote per installare freni più grandi. In secondo luogo, una volta realizzato il kit, Gianni Taroni si occupava personalmente del collaudo e restituiva la macchina al cliente solo quando i freni funzionavano alla perfezione e ciò rafforzò ancora di più la reputazione di TAROX. Terzo, ma non meno importante l’ impianto maggiorato rendeva la macchina più divertente da guidare: chi provava il kit sulla macchina di un amico, lo voleva anche sulla sua e questo passa parola funzionò in modo fenomenale.

L’ espansione continua rese la sede di Galbiate sotto dimensionata e nel 1995 l’ azienda si trasferì nella sede attuale di Osnago, a pochi minuti dall’ Aeroporto di Milano Linate e dall’ autodromo di Monza.

I NOSTRI GIORNI

Il processi produttivo si conforma standard riconosciuti – l’ innovazione nel DNA.

All’ alba del nuovo secolo si imponeva un nuovo passo per affrontare le sfide del mutato contesto internazionale. Nuove pinze erano state aggiunte al catalogo così come nuove applicazioni di dischi e di pastiglie: c’era bisogno di passare dalla visione artigianale degli inizi ad un’ approccio di natura industriale senza snaturare l’ ethos aziendale né perdere le peculiarità che rendevano – e rendono ancora oggi – TAROX unica nel suo genere. In altre parole era necessario che la qualità del processo produttivo TAROX fosse certificato da un’ organizzazione esterna.

Nel 2002 fu conseguita la prima omologazione TUEV e nello stesso anno si iniziò a lavorare sulla certificazione ISO 9000, che arrivò nel 2004 , anno in cui il sistema produttivo TAROX fu anche certificato conforme ai requisiti del Ministero dei Trasporti Tedesco, KBA. Nel 2010 arrivò l’ autorizzazione alla produzione.

in serie da parte del Ministero dei Trasporti Italiano, premessa obbligatoria per l’ omologazione dei sistemi frenanti in Italia. Nello stesso periodo si decise di aggiungere nuovi dispositivi alla dotazione di strumenti di misura: dal manometro per il controllo di tenuta delle pinze al dinamometro per le prove di certificazione e di fatica delle pinze e dei dischi.

Omologazioni e certificazioni sono parte integrante ed essenziale dell’ attività produttiva aziendale: tutti gli aggiornamenti su si trovano qui.

Nel 2010 si decise di mettere a disposizione del pubblico il catalogo dei Dischi su Misura – in inglese “bespoke” -per automobili classiche e super car. Da oltre 40 anni infatti,continuano a passare per la TAROX i veicoli più disparati: dalle vere e proprie icone dell’automobilismo moderno, Ferrari, Porsche, Aston Martin, Lamborghini passando per prototipi e vetture anfibie. Più d’una volta sono stati realizzati dischi per vetture di cui era impossibile trovare i ricambi, in altre occasioni i proprietari di supercar molto prestazionali richiedevano materiale capace di migliorare le performance dei freni. In altri casi si è trattato di dischi per impianti frenanti non più a catalogo oppure di di altri costruttori non che avevano cessato la propria attività. E quella che è iniziata come una sorta di servizio di assistenza per clienti in difficoltà si è tramutata in una delle attività di maggior successo dell’ azienda che continua ancora oggi ad incrementare la gamma di Dischi su Misura con cadenza pressoché quotidiana.

Dopo la scomparsa di Gianni Taroni nel Settembre 2012, Valeria prese le redini dell’ azienda preseguendo la filosofia del padre incentrata sull’ innovazione del prodotto ed attenzione al cliente.

Ad oggi chiunque abbia bisogno di un ricambio per un impianto frenante TAROX può trovarlo in modo facile e rapido, indipendentemente dalla data di realizzazione. Dischi fuori produzione nella maggior parte dei casi possono essere ridisegnati e riprodotti senza problemi in materiali speciali. Il catalogo on line viene aggiornato in tempo reale con nuove applicazioni di dischi, pastiglie e kit freni maggiorati.

Nuovi prodotti vengono continuamente progettati, costruiti e collaudati su strada in pista e sui banchi prova aziendali.

L ‘ attività produttiva TAROX continua ad articolarsi in 3 direttrici principali: aftermarket, primo equipaggiamento e motorsport. Ogni nuovo progetto rappresenta una sfida, ogni sfida continua a essere il motore trainante della TAROX.